Invenzioni in cucina: dalla pentola a pressione alle padelle antiaderenti

Nel corso dei secoli sono stati inventati numerosi oggetti e strumenti che si sono dimostrati alleati preziosi in cucina; ma ce ne sono alcuni in particolare che hanno rivoluzionato il modo di cucinare. Secondo il professor Richard Wrangham, antropologo presso la Harvard University, le tecniche di cottura hanno spianato il cammino dell’intera umanità.

Cuocere gli alimenti infatti ci ha consentito di introdurre maggiori quantità di calorie nel nostro organismo, assicurandoci maggiore energia e una migliore resistenza fisica rispetto al passato. Ma quali sono queste invenzioni che hanno rivoluzionato il nostro mondo culinario? In realtà sono molteplici ma noi ve ne presentiamo alcune fra le più “recenti” che hanno davvero fatto la differenza.

Uno degli utensili più innovativi della storia della cucina è indubbiamente la pentola a pressione. Tra le tante invenzioni in materia di pentole, questa è la più “tecnologica” perché la pentola a pressione è la sola in grado di cuocere gli alimenti in breve tempo, senza rovinarne le proprietà organolettiche e i sapori. A inventarla fu lo scienziato francese Denis Papin che nel 1680 le attribuì il nome di “digestore”, parlandone come di un’invenzione utile per cuocere i cibi in maniera economica e veloce.

Ed è sempre merito della Francia se adesso per conservare gli alimenti abbiamo a disposizione il frigorifero e non siamo più costretti a essiccarli, metterli sottosale o affumicarli. Brevettato dagli ingegneri Ferdinand e Edmond Carré nel 1860, il frigorifero inizialmente era piuttosto rudimentale e il suo funzionamento si basava sulla liquefazione dei gas, sfruttando la circolazione dell’ammoniaca.

Quasi un paio di secoli più tardi fu invece la volta di un’altra grande scoperta: dopo secoli di stufe a carbone e a legna, nel 1826 James Sharp dà alla luce la prima cucina a gas della storia. Tuttavia, nonostante il clamoroso successo all’esposizione universale di Londra, questo ingegnoso macchinario divenne popolare solo dal 1880 in poi.

Invenzioni in cucina: l’era delle padelle antiaderenti

Con l’arrivo del XX secolo ormai le invenzioni in cucina (e non solo) si andavano moltiplicando e in molti avevano intuito che il mondo gastronomico era foriero di grandi idee. Fu così che nel 1914 Herbert Johnston inventò la prima “impastatrice” a uso domestico che in seguito si trasformò nel mixer da cucina che tutti noi conosciamo.

Si racconta che la signora Johnston, quando vide all’opera questo marchingegno, lo abbia definito come “il miglior aiuto in cucina” e ancora oggi la KitchenAid è una delle industrie produttrici di elettrodomestici più prestigiose del mondo.

Una fra le ultime e più geniali invenzioni in cucina si deve all’ingegnere francese Marc Grégoire ma, se non fosse per una fortunata intuizione di sua moglie Colette, probabilmente avremo dovuto attendere oltre il 1954 prima di poter utilizzare le padelle antiaderenti! Ma facciamo un breve passo indietro. Nel 1939, un giovane chimico di nome Roy Plunkett scoprì casualmente il Teflon, un materiale rivoluzionario resistente agli agenti chimici e alle altissime temperature che inizialmente fu impiegato come rivestimento per le canne delle armi da fuoco.

Anni dopo, Marc Grégoire decise di utilizzare il Teflon per rendere più resistente la propria attrezzatura da pesca ma sua moglie Colette gli suggerì d’impiegare questo materiale per proteggere l’interno delle sue pentole di alluminio. Nel 1955 le padelle antiaderenti avevano conquistato tutte le casalinghe e gli chef del mondo, diventando un must per tutti coloro che desiderano preparare dei piatti impeccabili.